Comune di San Pietro di Feletto

24/04/2010 - Paolo Bettini tiene a "battesimo" il Muro di Ca' del Poggio
Firmato il protocollo di intesa tra Comune, Federazione Ciclistica Italiana e Arcobaleno snc per ufficializzare la denominazione della celebre salita di via dei Pascoli.

Taglio del nastro, questa mattina, per il Muro di Ca’ del Poggio, la splendida salita di via Pascoli a San Pietro di Feletto che assume ufficialmente il nome con cui, dopo il Giro d’Italia 2009, è conosciuta nel mondo del ciclismo.

L’iniziativa rientra nella serie di eventi che l’Amministrazione di San Pietro di Feletto sta mettendo a punto in preparazione della gara clou della Settimana Tricolore 2010: la gara dei Professionisti che, il 26 giugno, si svolgerà in larga parte in territorio felettano (su un circuito di 23,6 km, da ripetere 11 volte per complessivi 259,6 km) e avrà nel Muro di Ca’ del Poggio il punto tecnicamente più impegnativo (1,3 km con pendenza media del 15%).

Il “battesimo” è avvenuto con la firma di un protocollo di intesa da parte dell’Amministrazione comunale di San Pietro di Feletto, rappresentata dal sindaco Loris Dalto, della Federazione Ciclistica Italiana (FCI), con il consigliere nazionale Gian Pietro Forcolin, e della società Arcobaleno snc del ristoratore e grande appassionato di ciclismo Alberto Stocco. Alla firma è seguito lo scoprimento del cartello, issato all’inizio della salita, che identificherà per sempre questo tratto di strada comunale quale luogo di culto degli appassionati del pedale.

«Scopo dell’iniziativa è quello di concorrere alla diffusione della pratica del ciclismo, sia a livello amatoriale che agonistico, nonché promuovere la conoscenza del territorio comunale e delle attività economiche, culturali e sportive in esso svolte» ha spiegato il sindaco Dalto, che a breve presenterà il carnet di iniziative messo a punto dall’Amministrazione per promuovere il territorio in vista della Settimana Tricolore 2010 (19-27 giugno).

“Padrino” del “battesimo” è stato niente meno che Paolo Bettini, Campione del Mondo, d’Italia e olimpionico.

«Un’iniziativa bellissima – ha affermato il campione - Il ciclismo si fa sulle strade, sulle colline, ed è giusto che un tratto di strada parte di un percorso rimanga valorizzato, diventando punto di riferimento per tutti quelli che passeranno di qua in futuro. Mi pare un messaggio forte, importante».

In rappresentanza della Provincia di Treviso era presente il vicepresidente Floriano Zambon: «È la codifica di qualcosa che è ormai noto – ha commentato -. Credo che questo sia un buon esempio di come si possano capitalizzare eventi sportivi che hanno durata limitata nel tempo. Mi auguro che il Muro di Ca’ del Poggio possa diventare una Classica per coloro che amano il ciclismo. Mi piace infine evidenziare la sinergia tra la FCI, l’ente pubblico e il privato».

Non ha potuto esserci ma ha inviato una nota il presidente nazionale della FCI Renato di Rocco: «Il protocollo di intesa firmato dalla FCI con il Comune di San Pietro di Feletto e la società Arcobaleno snc intende conferire dignità ufficiale all’importanza e al ruolo che questo tratto di strada si è conquistato nell’immaginario collettivo – spiega – Con l’apposizione della targa si inaugura un modello di collaborazione sinergica tra enti sportivi, istituzioni e comunità locali volta a promuovere la mobilità pulita, le risorse turistiche, enogastronomiche e produttive del territorio attraverso la diffusione della pratica ciclistica ad ogni livello».

In rappresentanza del Consorzio Marca Treviso era presente il presidente Gianni Garatti; per la FCI del Veneto c’erano il presidente Bruno Capuzzo e il vicepresidente Renzo Zanchetta.  
 


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