Comune di San Pietro di Feletto

Storia del comune

Il Comune di San Pietro di Feletto è collocato a ridosso della dorsale Pedemontana sui soleggiati colli che si scorgono a nord di Conegliano. Feletto deriva dal latino "felix-icis", luogo ove abbondano le felci; infatti la zona era un tempo ricoperta da boschi ricchi di felci e di piante d'alto fusto: faggi, castani, roveri (riservati per l'arsenale di Venezia), ontani, aceri, betulle. Non mancavano tuttavia le superfici di terreno ricche di piantagioni di olivi e di viti, al punto che anche il doge di Venezia Francesco Foscari faceva cenno in una epistola del 1431 al “buon vino del Feletto”. La storia di questo territorio, di vocazione vitivinicola, comincia col cristianesimo verso il IV-V secolo, quando fu eretta la chiesa dedicata a San Pietro Apostolo, probabilmente sulle fondamenta di un precedente tempio pagano. Oltre che sul Feletto vero e proprio, la pieve si estese fin da principio su un territorio assai più vasto divenendo la casa della plebe cristiana di tutto il distretto comprendente anche Formeniga, Collalbrigo e Refrontolo. Di epoca più recente, ma di rilevante importanza storica, la presenza in località Rua di Feletto di un Eremo Camaldolese sorto sul Colle Capriolo nella seconda metà del Seicento ed oggi adibito a Sede Municipale. La storia dell’eremo iniziò nel 1670 allorchè il patrizio veneto Alvise Canal donò ai monaci eremiti di San Romualdo un’altura con annesso palazzo nobiliare. I monaci vi costruirono intorno la chiesa, 14 cellette, ognuna con il giardino, l’orto, i muretti divisori, i servizi e le mura claustrali. L’eremo divenne meta di pellegrini e uomini di cultura che ne apprezzarono la suggestiva ubicazione collinare e la ricca biblioteca.